giornata-internazionale-della-donna-8-marzo-udine

8 marzo – Giornata Internazionale della Donna

Eccoci arrivate ad un nuovo 8 marzo, anche se preferirei dire “arrivati” con la “i”, perché questo significherebbe che tutto ciò che è connesso alla Giornata Internazionale della Donna, viene condiviso anche dagli uomini.

E’ comunque sicuro che questa chiacchierata, (come tutte quelle che seguiranno, pur avendo al centro vissuti femminili belli o brutti), darà il miglior benvenuto ai maschi che vorranno dire la loro, anche se fossero dissenzienti su alcuni particolari.

La Giornata della Donna (altrimenti detta, in tono riduttivo – a mio avviso – La Festa della Donna), mi offre lo spunto per mettere una grossa lente d’ingrandimento proprio sul rapporto maschio-femmina, oggi molto in auge per i troppi fatti di cronaca.

Da oltre trent’anni svolgo la professione di Consulente della Relazione di Coppia e devo dire che, purtroppo, di violenza in famiglia, con conseguenze estreme come l’omicidio, oppure nella forma della sopraffazione psicologica, ne ho sempre vista molta.
Nulla di nuovo sotto il sole, infatti.

Ciò che appare inedito nasce più dalla velocizzazione delle informazioni e dai giornalisti in cerca di scoop, che dal coraggio delle donne nel denunciare le persecuzioni cui sono soggette.

Oggi, 8 marzo, è appunto la giornata più adatta per fare considerazioni di questo tipo.

 

Abbiamo raggiunto la consapevolezza di avere dei diritti inalienabili, oppure ci sembra ancora di essere state fortunate se siamo riuscite ad affermare la nostra volontà?

 

Cosa dire delle ataviche molestie sessuali, delle quali l’umanità sembra aver preso coscienza solo da un paio di mesi a questa parte? Grave distrazione, si direbbe, così grave da suonare ancor più che un insulto… Senza tener conto del fatto che le poverette che, bene o male, si sono esposte alla platea pubblica, raccontando di se medesime, stanno subendo ritorsioni di vario tipo, proprio come se avessero inventato ciò che tutto il mondo già sapeva.

Credo che ci vorrà ancora molto tempo per poter dire che conosciamo a fondo, anche solo una parte dei pregiudizi, degli usi, dei vecchi striscianti assunti che hanno determinato il destino al femminile sul nostro soleggiato globo terracqueo!!

La donna lavoratrice continua ad essere anche casalinga e le sue incombenze domestiche raramente sono condivise con il loro compagno. Inoltre, la risicata indipendenza economica proveniente dal suo inserimento nel sociale, spesso infastidisce molto il partner maschile, il quale accetta di mal grado di non essere più l’unico padrone della compagine familiare.

Molti femminicidi vengono commessi proprio perché il marito/compagno non accetta di essere lasciato. Questa, infatti, è stata par millenni una prerogativa esclusivamente maschile.

 

Una delle conquiste che la femmina deve ancora conseguire, riguarda il “vero” concetto di libertà all’interno della coppia.

 

Dell’epoca della “Politica” di Aristotele (IV secolo a.C.), la mentalità degli umani è stata improntata ad assunti di questo tipo:
“ Sebbene nell’ordinamento della natura possano esserci eccezioni, è legge naturale che il maschio sia più adatto al comando della femmina, così come l’uomo maturo è superiore al giovane…Il rapporto fra il maschio e la femmina è di questa specie, ma la disuguaglianza è permanente”.

Nulla da stupirsi, dunque, se i retaggi culturali, in questo campo, siano duri a morire e perché la Giornata dell’8 marzo sia da considerarsi una risorsa della quale fare un uso proficuo ed appropriato.

Un augurio a tutte e un invito a tenere alta la testa.

 

Milena Milone

Posted in donna and tagged , , .

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *